lunedì 27 gennaio 2014

I 10 comandamenti del SEO copywriting

I 10 comandamenti del SEO copywriting

La celebre frase “Content is king” non è mai passata di moda. Passati diversi algoritmi di Google, passano gli stili con cui scrivere, ma la creatività dei copywriter è sempre sulla cresta dell’onda: creare contenuti sempre nuovi e interessanti è il modo migliore per essere letti sia dagli utenti, sia dai motori.
Ricordate i tempi del keyword stuffing?  Ne è passata di acqua sotto i ponti e gli algoritmi di Google, da quei tempi, sono diventati sempre più evoluti ed esigenti: non guardano più alla quantità di parole chiave presenti in un testo, ma anche alla novità, ai backlink, alle condivisioni, ossia alla qualità del testo in sé.
Ecco allora i 10 comandamenti del SEO copywriting, secondo un’utile infografica di ContentVerve
1) Scrivete per gli essere umani, ottimizzate per i robot. Come si diceva prima, siamo nel 2013, nessuno più vuole leggere pagine stracolme di parole chiave, nemmeno i motori di ricerca. Quindi, bisogna scrivere indirizzandosi a un target di lettori in carne ed ossa, ma ricordare che bisogna comunque farsi trovare dai robot!
2) Dimenticatevi della keyword density: è oramai un animale mitologico. È vero che bisogna utilizzare le parole chiavi rilevanti lungo il testo, ma l’approccio esatto rimane quello di utilizzarle normalmente; stipare un testo di parole chiave ripetute, anzi, potrebbe portare più danni che benefici.
3) Utilizzate parole chiave, sinonimi e variazioni grammaticali. Google e gli altri motori di ricerca utilizzano il LSI (Latent Semantic Indexing) per mettere insieme i risultati di ricerca e le intenzioni di chi effettua la ricerca: utilizzando sinonimi,  parole chiave correlate e variazioni grammaticali è un modo semplice per rendere i propri contenuti più rilevanti, senza praticare l’ormai deprecato keyword stuffing.
4) Utilizzate la tilde per trovare le parole chiave correlate. Scrivendo la tilde (il simbolo ~) prima di una parola chiave nella barra di ricerca di Google, il motore vi mostrerà i risultati relativi sia alla parola chiave ricercata, sia ai suoi equivalenti: un buon metodo per trovare i sinonimi più indicati.
5) Scrivete contenuti sufficientemente lunghi, approfonditi e di qualità. In media, le pagine che troviamo nella prima pagina della SERP hanno oltre 2000 parole. In più, l’evidenza mostra che i contenuti più approfonditi guadagnano più condivisioni e vengono più linkati. Bisogna puntare a contenuti che esplorano profondamente l’argomento e diano buoni spunti – di riflessione, di conversazione: per questo è importante capire che non bisogna dilungarsi tanto per farlo, quanto per condividere conoscenza e spunti con il pubblico.
6) Sfruttate le parole chiave a coda lunga. Il problema con le parole chiave più “succose” è che sono molto competitive e uscire in alto nei ranking è difficile. In realtà, c’è un grandissimo numero di ricerche per intere frasi, o combinazioni di più parole chiave: magari hanno un volume di ricerca minore, ma la qualità del traffico è sicuramente maggiore, per la maggiore specificità della ricerca, che comporta risultati più esatti.
7) Rispondete alle domande del pubblicoSe qualcuno ha delle domande riguardo il vostro prodotto o servizio, probabilmente cercheranno le risposte su Google:  prevedere già del contenuto che dia risposte puntuali e approfondite permetterà di veicolare direttamente questi visitatori al sito. E, in più, si tratta di contenuti che utilizzano parole chiave a coda lunga.
8) Fate in modo che i vostri contenuti vengano notati e condivisiLe condivisioni generano link e traffico e più condivisioni si ottengono, più il vostro contenuto diventerà autorevole e popolare in Google. Fate quanto è in vostro potere per condividere i vostri post via forum e blog pertinenti e accreditati, canali di influencer e newsletter, oltre che nei vostri canali social.
9) Entrate in sintonia con Google Plus, se non l’avete ancora fatto. Anche se vi sembra che, almeno qui in Italia, non lo utilizzi nessuno, questo social network gioca un ruolo molto importante nella SEO. Inoltre, l’introduzione dell’author rank significa che Google inizierà a connettere i fattori di ranking agli autori individuali e non soltanto ai siti web che ne ospitano i contenuti. Connettendo al blog il profilo G+ degli autori, se ne aumenta l’autorità di un mark up relativo all’autorità di chi scrive, con una connessione articolo-autore che verrà mantenuta ovunque l’articolo sarà postato.
10) I tag title e gli snippet sono ancora importanti: il tag “title” è ancora una delle prime cose che Google legge quando categorizza le pagine; inoltre, la combinazione di questo con la meta descrizione è ciò che gli utenti visualizzano nell’anteprima della pagina fornita dalla SERP: necessari per motivare gli utenti stessi a cliccare per visitare la vostra pagina.

martedì 14 gennaio 2014

Perché le pagine di un sito devono essere delle landing page

Perché le pagine di un sito devono essere delle landing page

La maggior parte dei siti web sono ancora costruiti come se si pensasse che i visitatori debbano entrare solamente dalla porta principale, la home page. Di conseguenza, l'home page deve mettere in bella evidenza i principali argomenti del sito, in modo da spingere i visitatori a proseguire la navigazione verso le altre pagine del sito (figura seguente). 

Traffico sul sito
La logica di costruzione di questi siti si basa su questi presupposti:  

  1. l'home page è la prima pagina che viene vista dai visitatori; 
  1. i visitatori seguono un percorso lineare suggerito dall'home page; ad esempio: home page > pagina della categoria > pagina dei prodotti, ecc.;
  1. di conseguenza, a ciascuna pagina del sito si arriva dall'interno, dopo averne viste delle altre (in ogni caso, almeno l'home page).
  1. prima digitano una parola chiave nel motore di ricerca, con l'obiettivo di trovare delle informazioni su un argomento specifico
  1. poi cliccano su uno dei titoli che appaiono come risultato della loro ricerca, a condizione che si trovi nei primi posti dei risultati e che sia coerente con quello che si è digitato; 
  1. se la pagina su cui arrivano non corrisponde al titolo e alla descrizione presente nei risultati di ricerca, probabilmente abbandoneranno il sito; 
  1. se, invece, la pagina corrisponde a quello promesso nel titolo e nella descrizione, probabilmente verrà letta (almeno in parte); 
  1. dopo aver esaminato la pagina, se non trovano altri motivi per restare sul sito - cioè, collegamenti ad argomenti connessi con quello che stanno cercando - probabilmente andranno via dal sito.
 
 
  • funzioni come una pagine d'entrata del sito web, in cui il visitatore arriva dall'esterno del sito, e non dall'interno, come si presuppone nei siti attuali;
  • funzioni in maniera autonoma dal sito, in modo da essere facilmente comprensibile anche ad un vistatore che non ha visto prima d'ora nessun'altra pagina del sito;
  • faccia capire subito qual è l'argomento della pagina.
  • vendere dei prodotti o dei servizi
  • ottenere dei dati personali (per la lead generation)
  • fissare un appuntamento
  • far vedere una demo
  • offrire una prova gratuita. 
  • Il titolo (1) e il sottotitolo (2) rassicurano il visitatore: è arrivato su una pagina che parla dell'argomento a cui è interessato (nel nostro esempio, le "transactional email"). Può quindi iniziare a leggere.
  • La pagina offre subito una call to action: "Subscribe to Marketing Articles by Email". Per avere gli articoli, il visitatore dovrà fornire la sua email, cosa che farà se sarà particolarmente interessato all'argomento.
  • Poi, alla conclusione dell'articolo, Hubspot ha inserito un'altra call to action, connessa all'argomento della pagina: offerta di un ebook sull'email marketing (figura seguente).
  1. inserire nella pagina di arrivo almeno una call to action;  
  1. ottenere, attraverso la call to action, qualcosa a cui siamo interessati e che è collegato agli obiettivi del nostro sito (richiesta di dati personali, impegno a comprare, ecc.). 
  1. è una pagina web in cui un visitatore arriva dopo aver cliccato il link contenuto nella pagina dei risultati di un motore di ricerca (o in un'email, in una pubblicità online, ecc.);
  1. il titolo della pagina deve corrispondere a quanto promesso nel link (figura seguente); 
  1. la pagina è progettata specificamente per attrarre l'attenzione del visitatore e spingerlo a compiere una specifica azione (call to action) strettamente collegata con il contenuto della pagina;
  1. l'obiettivo finale della pagina è quindi costituito dall'ottimizzazione del saggio di conversione: cioè avere il numero massimo di visitatori che compie l'azione desiderata (compilare un modulo, richiedere un appuntamento, comprare, ecc.). 
  • un titolo (1);
  • un'immagine (quasi sempre) (2);
  • del testo (3 e 6);
  • almeno una call to action (5 e 7) 
  • essere in qualche modo autonome dalle altre pagine del sito;
  • essere focalizzate su un'argomento specifico, senza avere elementi che disturbino l'attenzione del visitatore;
  • avere una o più call to action collegate all'argomento della pagina e coerenti con gli obiettivi del sito; 
  • essere progettate con il focus rivolto alla call to action principale, in modo da costituire l'obiettivo prioritario della pagina.

Questa prospettiva non tiene però conto di come la maggior parte dei visitatori arriva oggi su un sito. Infatti, molto spesso, i visitatori non entrano dall'home page, ma seguono questo processo: 
Di solito, il visitatore impiega pochi secondi per capire se è arrivato sulla pagina giusta, quella che corrisponde a quello che sta ricercando. Diverse indagini hanno dimostrato che i primi dieci secondi di visita della pagina sono critici per spingere un visitatore a restare o ad abbandonare la pagina. Secondo l'esperto di usabilità Jakob Nielsen,
la probabilità che il visitatore lasci la pagina durante questi pochi secondi è molto elevata, perché in genere si è molto scettico sulla sua bontà, dato che si incontrano spesso un numero notevole di pagine web progettate in modo mediocre. Le persone sanno che la maggior parte delle pagine web sono inutili e cercano di evitare in tutti i modi di perdere tempo. 
Quindi, diversamente da quanto si pensava in passato, oggi le persone arrivano sui siti con modalità ed esigenze differenti. Hanno poco tempo, non vogliono passare attraverso la home page, o attraverso una successione di pagine intermedie: vogliono arrivare subito alla pagina a cui sono interessati (figura seguente).

Traffico sul sito 2
Il percorso seguito dal moderno ricercatore del web può quindi essere sintetizzato nel seguente esempio. 
Immaginiamo che il nostro ricercatore stia cercando delle informazioni relative alle "transactional email". Digita questo termine nel box di un motore di ricerca, ad esempio Google; gli appaiono diversi risultati; clicca sul risultato che gli sembra corrispondere meglio a quello che sta ricercando, come ad esempio quello della società MailChimp (figura seguente):

MailChimp
Dopo aver cliccato, il nostro ricercatore arriva su una pagina web. Proseguendo nel nostro esempio, la pagina è questa: 

MailChimp 2
Se la pagina corrisponde a quello che sta cercando si sofferma ad esaminarla, come accade nel nostro esempio, dove la pagina "What is transactional email?" corrisponde sia a quanto apparso nei risultati di ricerca che all'interesse del nostro ricercatore. 
Per seguire questo percorso, la pagina in cui arriva il nostro ricercatore deve essere costruita in modo che:
Però, c'è un altro elemento che dobbiamo considerare. 

Le pagine web devono avere una call to action
Il visitatore arriva sulla pagina dall'esterno del sito, con l'obiettivo preciso di trovare degli argomenti coerenti con quello di cui ha bisogno. Dopo che ha soddisfatto questa necessità, se non trova altri motivi per restare sul sito, se cioè non trova argomenti correlati a quello che ha appena letto, probabilmente abbandonerà il sito. 
Ad esempio, nella precedente pagina di MailChimp, non ci sono motivi specifici per restare nel sito: dopo aver letto il testo, l'unico altro elemento presente nella pagina è costituito dal menu di navigazione posto in alto nella pagina. Ma perché, chi è interessato alle "email transactional", dovrebbe cliccare sul pulsante "Features", "Pricing", "Support", "Blog" o "More" di MailChimp? Non c'è nulla che colleghi questi pulsanti all'argomento a cui è interessato il nostro ricercatore. 
Di conseguenza, se vogliamo che la sua visita porti qualche vantaggio al nostro sito, dobbiamo spingere il visitatore a compiere un passo successivoall'interno della nostra pagina.
E qual può essere il migliore passo successivo?
La risposta è molto semplice: la migliore azione è quella che è collegata in qualche modo agli obiettivi che vogliamo perseguire con il nostro sito, come ad esempio: 
Dopo che ha letto il contenuto della pagina, dobbiamo quindi spingere all'azione il visitatore, in modo che la sua visita abbia la massima utilità per noi. 
Vediamo, dunque, come potrebbe essere costruito il processo che il nostro visitatore dovrebbe seguire. 
Dopo aver digitato "transactional email", ipotizziamo che clicchi sul secondo risultato che gli appare perché gli sembra quello più pertinente con la sua ricerca: 

Transactional email
Arriverà su questa pagina del sito di Hubspot

Hubspot transactional email
Questa pagina rappresenta un ottimo esempio di come potrebbero essere costruite le pagine di entrata di un sito:

Hubspot Transactional email 2
Se il visitatore vuole proseguire con argomenti collegati a quello di suo interesse, cliccherà su "Download Ebook Now", arrivando su un'altra pagina dove, per avere l'ebook dovrà compilare un modulo, fornendo dei dati personali (figura seguente): 

Hubspot transactional email 3
Supponiamo che il percorso suggerito da Hubspot finisca qui.
Quali indicazioni possiamo ricavare da questo processo?
Che, per non fare andare via i visitatori e trarne contemporaneamente un vantaggio, dobbiamo: 
Nell'esempio precedente, quello che si vuole ottenere sono alcuni dati personali del visitatore e, per averli, si offre un ebook in cambio.
In quest'altro esempio, mostrato nella figura seguente, la call to action è invece legata all'obiettivo di vendere ("Buy a subscription"): 

Webtrends landing page
Quindi, le pagine di arrivo dei visitatori dovrebbero avere delle call to actioncoerenti con gli obiettivi perseguiti dal sito, in modo da riuscire a convertiredei semplici visitatori in acquirenti, in fornitori di dati personali, in persone che richiedono una prova gratuita del prodotto, in persone desiderose di vedere un venditore, ecc. 

Le pagine web devono essere delle landing page
Se queste sono le condizioni in base alle quali dobbiamo costruire la maggior parte delle pagine di un sito, allora possiamo dire che queste pagine devono necessariamente essere delle landing page.
Infatti, una landing page è caratterizzata da queste condizioni: 
  
Title tag - Landing page
Il titolo della landing page coincide con il link del risultato di ricerca
 Il design di una landing page è schematizzato molto bene nella figura seguente: 

Form
Le landing page hanno infatti:
Come si può notare, questa impostazione corrisponde alle pagine web che abbiamo visto prima e coincide con le modalità con cui dovrebbero essere costruite le pagine d'entrata di un sito. 

 Conclusioni
La maggior parte delle persone non entra in un sito passando dalla home page, ma accede direttamente da una pagina interna del sito. Di conseguenza, il primo impatto con un sito è molto spesso rappresentato da queste pagine interne, che devono quindi fungere da porte d'entrata del sito.
Inoltre, i visitatori cercano di solito uno specifico argomento e non sono particolarmente interessati a navigare attraverso il sito. Pertanto, dopo aver esaminato la pagina d'arrivo, tenderanno ad abbandonare il sito.
Di conseguenza, per ottenere qualcosa da questi visitatori, dobbiamo costruire le pagine del sito come se fossero delle landing page e cioè:

venerdì 10 gennaio 2014

I lavori su cui puntare per il presente e per il futuro in una guida di Almalaurea

I lavori su cui puntare per il presente e per il futuro in una guida di Almalaurea

GB - Il magazine "Panorama" ha pubblicato una guida a cura di Almalaurea sui lavori più promettenti  per aiutare chi oggi sta scegliendo una specializzazione o un corso di laurea. Tra i più quotati ci sono quelli di: esperto di e-commerce, di specialista nel settore della cura della persona, di gestore di punti vendita del lusso, di export manager.
Anche alcune professioni tradizionali, comunque, hanno un futuro in crescita: l’avvocato, per esempio, purché  specializzato in rapporti internazionali; oppure l’esperto di ristorazione.
Nell’inchiesta, una serie di tabelle e di profili economici spiegano al lettore quali sono i settori e le figure professionali su cui puntare.
Web marketing manager: responsabile dello sviluppo delle strategie di marketing sui nuovi media; la possibile evoluzione del ruolo è la direzione marketing.
E-commerce manager: è responsabile del canale vendite online; le possibili evoluzioni del ruolo sono il country manager o posizioni con responsabilità di business unit.
Seo-sem manager: è responsabile dell'area"Search" aziendale, organica o a pagamento: coordina tutte le attività per migliorare il posizionamento del sito internet sui motori di ricerca, la carriera è verso la responsabilità dell'area digitale aziendale.
Community manager: è responsabile della gestione della community online dell'azienda: monitora la "Brand reputation" sui principali social network, studia le strategie per generare traffico, oltre che esercitare una forte e costante attività di blogger con gli utenti interessati; la carriera è verso la responsabilitàdell'area digital aziendale.
Product specialist: gestisce promozioni e vendite di una linea di prodotti per le strutture sanitarie, occupandosi sia degli aspetti commerciali che tecnico-scientifici; può diventare product manager.
Medical advisor: è responsabile di un'area terapeutica, collabora con le diverse funzioni aziendali, può diventare medical manager.
Food and beverage manager: si occupa della gestione dei reparti bar, cucina, ristorante , assicurando la ricerca e l'ottimizzazione della qualità di prodotti e servizi, la soddisfazione dei clienti, il controllo dei costi operativi. Può diventare direttore di hotel.
Direttore amministrazione finaza e controllo-Cfo: responsabile del bilancio di un'azienda
Export area manager: responsabile di raggiungere il budget di vendita attraverso la gestione dei Paesi di propria competenza
Retail manager: gestisce e sviluppa la rete di negozi presenti e l'apertura di nuovi punti vendita
Product manager: analizza le performance di prodotto, raccoglie le informazioni sul mercato, monitora i concorrenti
Project manager: gestisce i rapporti col cliente, identifica e pianifica gli obiettivi del progetto, definisce anche le risorse umane e finanziarie.

lunedì 6 gennaio 2014

10 modi per combattere lo stress

10 modi per combattere lo stress


Il modo di vivere di oggi, caratterizzato da ritmi eccessivamente elevati e carichi non indifferenti di responsabilità ed aspettative, tende a logorarci a livello psicofisico e a favorire l’insorgere didisturbi da stress. Possiamo allora chiederci, come fare per combattere lo stress? In seguito vi propongo alcuni modi per allentare lo stato di tensione psicologica e favorire il benessere mente corpo.

  1. Il modo di vivere di oggi, caratterizzato da ritmi eccessivamente elevati e carichi non indifferenti di responsabilità ed aspettative, tende a logorarci a livello psicofisico e a favorire l’insorgere di disturbi da stress. Possiamo allora chiederci, come fare per combattere lo stress? In seguito vi propongo alcuni modi per allentare lo stato di tensione psicologica e favorire il benessere mente corpo.
    1. Sport e movimento
    L’attività fisica svolta in maniera regolare e non eccessiva risulta essere una buona via per allentare lo stress. Le attività motorie più consigliate sono quelle aerobiche come il nuoto, la corsa, il ciclismo, il canottaggio, lo sci, ma anche il ballo e la camminata veloce.
    1. Rilassamento muscolare
    Lo stress comporta un’ alterazione di una serie di funzioni del nostro organismo, tra le quali la tensione muscolare. Propongo dunque un esercizio molto semplice e veramente poco impegnativo per rilassare i muscoli del collo, della schiena e delle spalle, punti dove solitamente si concentra di più lo stress. Per eseguire l’esercizio è sufficiente da posizione seduta con le piante dei piedi ben appoggiate, allungare le braccia fino a terra e respirare con la bocca lasciando la testa abbandonata. Basta svolgere questo esercizio ogni giorno per 1-2 minuti per apprezzarne i risultati.

    1. Respirazione e consapevolezza
    Concedersi 5 minuti al giorno per concentrare l’attenzione sul respiro è un ottimo modo per allentare lo stress. Ad esempio possiamo metterci comodamente seduti, chiudere gli occhi, lasciare spalle e bocca morbide e, respirando, osservare semplicemente l’onda del respiro che si muove all’interno del corpo. Se durante l’esercizio l’attenzione si dovesse spostare su altro, prendiamone semplicemente atto e riportiamola sulla respirazione.

    1. Investire bene l’energia
    Tra le cose più inutili e logoranti che possiamo fare vi è senza dubbio il perdere tempo ed energie nel preoccuparci di cose che sono fuori dal nostro controllo o, ancora, il cercare di fare più cose contemporaneamente. È buona e sana abitudine, invece, investire in ciò che è effettivamente controllabile e modificabile e, soprattutto, fare una cosa per volta! In questo modo guadagneremo tempo e salute.

    1. Ammorbidire le convinzioni
    Ci riconosciamo in coloro che pensano di dover fare tutto alla perfezione e di non dover mai sbagliare?
    Proviamo allora a falsificare volontariamente questa nostra convinzione chiedendoci: ma è proprio necessario che mi imponga di dover sempre puntare alla perfezione? Cosa potrebbe mai accadere di così catastrofico se non lo facessi?

    1. Imparare a dire di no
    Per non accumulare stress è fondamentale saper rispondere con un “No!” a quelle richieste che faremmo fatica a soddisfare per mancanza di tempo o di energie. Impariamo a scrollarci di dosso i pesi in eccesso e a delegare ad altri alcune responsabilità che non necessariamente abbiamo il dovere di prenderci sempre noi. Prendiamoci invece cura della nostra persona, rispettando i nostri limiti e ricordandoci che ogni individuo ha bisogno di momenti di tranquillità e di calma.

    1. Alimentazione corretta
    Una corretta alimentazione ci aiuta nel mantenimento di uno stato di salute e di benessere psicofisico, rendendoci più forti quando abbiamo bisogno di fronteggiare situazioni stressanti.

    1. Correggere la postura
    Essere consapevoli della postura che assumiamo e imparare a correggerla può sembrare una cosa banale e poco utile in relazione allo stress, invece non è così. Recenti ricerche hanno infatti dimostrato ancor più chiaramente che la postura incide direttamente, e in maniera determinante, sulla qualità dell’umore e sulla condizione di stress.

    1. Sì alla regolarità
    Consideriamo il fatto che ogni cambiamento è stress. Cerchiamo dunque di condurre una vita abbastanza regolare se vogliamo combattere lo stress.

    1. Rivolgersi ad uno psicologo esperto in tecniche antistress
    Se accusate buona parte dei sintomi legati allo stress e non riuscite più a concedervi momenti di calma e di rilassamento allora è il caso che vi rivolgiate ad un esperto che vi aiuti a ritrovare una condizione di equilibrio e di benessere. È importante ricordare infatti che lo stress è alla base dell’insorgenza di una serie di disturbi sia psichici che fisici anche gravi e quindi non va assolutamente preso sottogamba.


sabato 28 dicembre 2013

La SEO nel 2014 prospettive e futuro

La SEO nel 2014 prospettive e futuro

imagesIl 2013 è stato un anno ricco di novità nel mondo della visibilità online, Google ha rilasciato molti aggiornamenti, Bing e Yandex si sono evoluti cercando di mantenere il passo di Big G.
Ecco alcune slides in cui ritrovare i principali aggiornamenti di Google.
Hummingbird, Google Penguin, evoluzioni di Panda e non solo sono le novità che hanno influenzato il modo e le tecniche per fare SEO nel 2013.
Ma come potrebbe svilupparsi la SEO nel 2014?

LA SEO NEL 2014 POSSIBILI EVOLUZIONI

Ovviamente la SEO non è magia e quindi fare previsioni non è nella nostra indole, ma, possiamo fare qualche ipotesi su come si potrebbe evolvere il mondo del search engine nel 2014.
Puntare sul Web Semantico
E’ da diverso tempo che si sente parlare di Schema.org, microdati e microformati oggi risulta indispensabile implementare correttamente queste strutture dati e sviluppare piattaforme Web compatibili.
Non è vero che la SEO non sarà più tecnica, ogni particolare e aspetto andrà curato nei minimi dettagli.
Anche il modo di scrivere dovrà cambiare: è fondamentale coinvolgere l’utente e renderlo partecipe e interattivo.
Il Mobile non sarà più un semplice aspetto
Nel 2014 il mobile avrà un peso davvero significativo e non più trascurabile: siti responsivi, grafica accattivante e di facile navigazione e contenuti fruibili da qualsiasi dispositivo in modo rapido ed intuitivo saranno i punti cardine per i siti web di nuova generazione.
Questo avrà sicuramente un notevole impatto anche nell’ambito della visibilità online.
Sicuramente saranno da curare anche aspetti di visibilità legati al posizionamento di APP e applicazioni per il mobile.
Link Building? No grazie Digital PR? 
Il termine link Building perderà il suo significato originale e il grosso di quella che era definita la parte Off-Page per la SEO sarà concentrata verso l’acquisizione di link spontanei. Ok facile a dirsi ma davvero difficile a farsi.
Oltre a contenuti di qualità risulterà fondamentale l’interazione con blogger e professionisti del settore per lo sviluppo di collaborazioni reali e concrete per ottenere link.
Google ha già sottolineato più e più volte come i link derivanti da guest post a pagamento, widget o link a pagamento devono avere l’attributo nofollow in quanto artificiali. Per questo motivo l’attività SEO per l’acquisizione di link naturali si complica e non poco.
Bisogna iniziare a investire su Google Plus
Search plus your world, l’evoluzione del Semantic Web, l’Author Rank e tutti quelli che sono gli aspetti social legati al mondo Google avranno sicuramente un impatto più o meno diretto anche sul posizionamento organico.
Per questo motivo le aziende ed i professionisti dovranno puntare sempre di più sul social network di Google.
Punta sulla ricerca Locale
La ricerca locale avrà un impatto significato, per questo motivo è importante puntare sulle tattiche e strategie per migliorare la visibilità locale. Punto fondamentale per il settore turistico!
Altro?
Si sicuramente c’è molto altro su cui puntare… contenuti, scrittura creativa e mobile e social media.
I not provided hanno reso sempre più complicato il modo con cui fare SEO ma questo non vuol dire che la SEO è morta.
Sicuramente per ottenere una buona visibilità nel 2014 dovremo agire su aspetti che in passato erano superficiali ma che ad oggi avranno un impatto sempre più significativo!

venerdì 27 dicembre 2013

Si studia stasera - L'essenza del Coaching. Il metodo per scoprire le potenzialità e sviluppare l'eccellenza



Ottimo libro
Oggi viviamo in un'era nella quale, come ha affermato Isaac Asimov: " È il cambiamento, il continuo cambiamento, l'inevitabile cambiamento il fattore dominante nella attuale società" .
Infatti, nella società postmoderna "liquida" e complessa, il cambiamento ineluttabile di ogni singola persona è inserito in un processo più ampio di rapidi mutamenti causati dalla globalizzazione dei mercati, dalle repentine innovazioni tecnologiche, dall'accessibilità e condivisione delle informazioni, ecc.
Ecco perché il coaching, metodo di sviluppo a disposizione di un individuo o di un'organizzazione per gestire in maniera efficace fasi di cambiamento e desideri di miglioramento, sta diventando sempre più diffuso e popolare.
Questo libro nasce dalla volontà di vedere pubblicato un testo italiano che spieghi finalmente il coaching in modo completo e nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo che viene insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima al mondo ad inserire il coaching tra le materie accademiche e la promotrice dell' Evidence-Based Coaching .
Il presente testo è rivolto a tutti coloro i quali vogliano conoscere ed apprendere in modo rigoroso ed esauriente le basi di questa affascinante disciplina che mira allo sviluppo dell'eccellenza della persona e che si fonda su tre elementi caratterizzanti:
l'instaurazione di una relazione facilitante tra il coach e il cliente (chiamato anche coachee), lo sviluppo del potenziale umano, la creazione di piani d'azione autodeterminati finalizzati al raggiungimento di obiettivi concreti e specifici. Questi tre elementi vengono analizzati in modo approfondito; ognuno è inserito in una precisa cornice teorica di riferimento ed ampliato da strumenti di coaching che evidenziano la natura interdisciplinare del metodo.